top of page
Cerca

PSICOLOGICAMENTE PARLANDO LA DEPRESSIONE PRIMAVERILE

  • improntaredazione
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

L'arrivo della primavera, con l'allungarsi delle giornate e le temperature più miti, ha generalmente un influsso positivo sull'umore, ma per alcune persone può avere un effetto contrario comportando un periodo di instabilità emotiva e di sbalzi d'umore.

Il cambio di stagione rappresenta una fase delicata per il benessere fisico ed emotivo. Infatti, la depressione stagionale (disturbo affettivo stagionale) non compare solo in autunno, ma può presentarsi anche all'arrivo della primavera. Nella maggior parte dei casi, i sintomi della depressione stagionale iniziano in autunno-inverno e migliorano con l'arrivo della primavera, ma in alcuni soggetti i cambiamenti di umore esordiscono in primavera e perdurano fino all'estate.

Un elemento importante per la diagnosi di questo disturbo è il ripresentarsi dei sintomi per almeno due anni consecutivi, nella stessa stagione.

La sintomatologia che si riscontra nel disturbo affettivo stagionale (SAD) in primavera è in parte diversa dalla forma autunnale. I principali sintomi sono:

umore basso,

insonnia,

inappetenza,

irrequietezza e irritabilità,

sbalzi di umore,

stanchezza e affaticamento,

difficoltà o mancanza di attenzione.

L'encefalo produce diversi neurotrasmettitori che aiutano a regolare l'umore, le emozioni e altre importanti funzioni corporee. A livello fisiologico, si ritiene che la depressione autunnale sia correlata ad un calo della serotonina (che regola il tono dell'umore) e ad un aumento della melatonina (che ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia) per cui l'umore si abbassa e ci si sente più stanchi e letargici del solito. Non è ancora del tutto chiaro cosa accada nella depressione primaverile e si ipotizza che si verifichi un processo inverso: l'aumento della luce solare provocherebbe una minore produzione di melatonina, per cui si dormirebbe meno di quanto necessario. La mancanza di sonno contribuirebbe a peggiorare i sintomi della depressione.

Ai fattori fisiologici si combinano anche fattori psicologici. Il bel tempo favorisce le uscite e gli eventi sociali. L'aumento delle occasioni d'incontro con le altre persone, nei soggetti più introversi e sensibili, può accrescere l'ansia sociale, suscitando frustrazione e spingendoli ad evitare il contatto con gli altri.

Le giornate più lunghe e soleggiate, inoltre, possono accentuare il senso di disagio per coloro che, per vari motivi, attraversano momenti difficili o comunque avvertono una discrepanza tra il proprio umore e il clima esterno. Anche il percepire, o immaginare, le altre persone più gioiose e felici nella bella stagione contribuisce ad acuire il proprio disagio.

Per affrontare questo tipo di disturbo, ci si può avvalere di un'adeguata terapia farmacologica così come di un percorso di psicoterapia, che aiuti ad esplorare le ragioni soggettive del malessere e a perseguire un maggiore benessere.

Dr.ssa Stefania Arcaini


Rubrica dedicata a tematiche psicologiche, a cura della dottoressa Stefania Arcaini, psicologa e psicoterapeuta specializzata nella psicoterapia di adolescenti e adulti. Per suggerire temi da affrontare scrivetemi:




 
 
 

Hozzászólások


© 2020 L'IMPRONTA PERIODICO . 

bottom of page